Chiara D'Auria Massaggi · Pompei Scrivimi
Il taccuino

Lividi dopo un linfodrenante: è normale?

No, non è normale, e soprattutto non è la prova che il massaggio abbia funzionato. Il livido segnala che i tessuti hanno subito un trauma. Un linfodrenante fatto bene non lascia segni, perché lavora con una pressione leggera, un ritmo lento e manovre precise.

Perché girano tante idee sbagliate

C’è una convinzione dura a morire: se fa male, allora sta funzionando. Sul sistema linfatico è esattamente il contrario. I vasi linfatici sono superficiali e sottili, e rispondono a una pressione calibrata. Se schiacci, non acceleri il drenaggio: lo blocchi, perché comprimi proprio le vie che dovrebbero portare via i liquidi.

Cosa serve davvero

Tre cose, tutte insieme: la pressione giusta, il ritmo giusto e la direzione giusta. La linfa non ha un cuore che la spinge, quindi il lavoro delle mani è accompagnarla lungo il percorso che farebbe da sola se il circolo fosse efficiente. È qui che si vede chi ha studiato il sistema e chi ha imparato solo una sequenza di manovre.

Come capire se sei in buone mani

Chiedi come lavora, non quanto forte. Una professionista formata sa spiegarti perché inizia da una zona e non da un’altra, perché la pressione resta leggera e perché l’ordine delle manovre non si può cambiare a piacere. Se dopo un trattamento ti ritrovi con dei lividi, quella non è intensità: è un errore.

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